Cos'è il Modello 231 e a cosa serve
Ultimo aggiornamento: 09/10/2026
Il Modello 231 è il modello di organizzazione, gestione e controllo che una società adotta ai sensi del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231. Serve a prevenire i reati presupposto elencati dal decreto. Se è stato adottato ed efficacemente attuato prima del fatto, e un organismo di vigilanza lo ha controllato, la società può non rispondere del reato commesso da un suo amministratore o dipendente.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 6 (Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione); D.Lgs. 231/2001, art. 7 (Soggetti sottoposti all'altrui direzione) · letta il 09/10/2026
La responsabilità dell'ente in sintesi
Il D.Lgs. 231/2001 regola la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi che dipendono da un reato. L'ente risponde quando il reato è commesso nel suo interesse o a suo vantaggio da due gruppi di persone: chi lo rappresenta, lo amministra o lo dirige, anche solo di fatto (i cosiddetti apicali), e chi lavora sotto la direzione o la vigilanza di queste persone. L'ente non risponde se queste persone hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi.
La responsabilità dell'ente si aggiunge a quella penale della persona che ha commesso il reato. Resta anche quando l'autore del reato non è stato identificato o non è imputabile. Il decreto la chiama «amministrativa», ma la accerta il giudice penale, di regola nello stesso procedimento a carico dell'autore del reato.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 5 (Responsabilità dell'ente); D.Lgs. 231/2001, art. 8 (Autonomia delle responsabilità dell'ente); D.Lgs. 231/2001, art. 36 (Attribuzioni del giudice penale); D.Lgs. 231/2001, art. 38 (Riunione e separazione dei procedimenti) · letta il 09/10/2026
Che cosa deve contenere il Modello per la legge
L'art. 6, comma 2, elenca cinque esigenze a cui il Modello deve rispondere, in relazione ai poteri delegati e al rischio di reato:
- individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati (la mappatura delle attività sensibili);
- prevedere protocolli specifici per formare e attuare le decisioni dell'ente sui reati da prevenire;
- individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee a impedire i reati;
- prevedere obblighi di informazione verso l'organismo di vigilanza;
- introdurre un sistema disciplinare che sanzioni il mancato rispetto delle misure del Modello.
Dal 15 luglio 2023 l'art. 6, comma 2-bis, chiede anche i canali di segnalazione interna, il divieto di ritorsione e il relativo sistema disciplinare previsti dalla disciplina del whistleblowing (D.Lgs. 24/2023). La pagina parte speciale e protocolli spiega come queste esigenze diventano documenti.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 6 (Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione); D.Lgs. 24/2023, art. 24 (Disposizioni transitorie) · letta il 09/10/2026
Quando il Modello esonera la società
Le condizioni cambiano secondo chi ha commesso il reato. Se il reato è di un apicale, la società deve provare quattro fatti: aveva adottato ed efficacemente attuato un Modello idoneo prima del fatto; aveva affidato a un organismo con autonomi poteri di iniziativa e di controllo il compito di vigilare sul Modello e di curarne l'aggiornamento; l'autore ha eluso il Modello in modo fraudolento; la vigilanza non è stata omessa né insufficiente.
Se il reato è di un sottoposto, la società risponde quando il reato è stato reso possibile dalla violazione degli obblighi di direzione o vigilanza. Questa violazione è esclusa se la società aveva adottato ed efficacemente attuato un Modello idoneo prima del reato. Per l'art. 7, l'efficace attuazione richiede una verifica periodica del Modello, la sua modifica quando emergono violazioni significative o cambiano organizzazione e attività, e un sistema disciplinare.
La legge non definisce in modo preciso quando un Modello è «idoneo»: lo valuta il giudice caso per caso. Le linee guida delle associazioni di categoria, come quelle di Confindustria approvate dal Ministero della Giustizia, danno un metodo, ma non garantiscono l'esito del giudizio.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 6 (Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione); D.Lgs. 231/2001, art. 7 (Soggetti sottoposti all'altrui direzione); Confindustria, Linee Guida 231 per la costruzione dei modelli (pagina del 01/07/2021) · letta il 09/10/2026
Che cosa rischia la società senza Modello
La sanzione pecuniaria si applica sempre ed è calcolata in quote, da 100 a 1.000; il valore di una quota va da circa 258 a circa 1.549 euro. Per alcuni reati si aggiungono le sanzioni interdittive, come il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione o la sospensione di licenze. Con la condanna è sempre disposta la confisca del prezzo o del profitto del reato. La pagina dei reati presupposto riporta le famiglie e i loro articoli.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 9 (Sanzioni amministrative); D.Lgs. 231/2001, art. 10 (Sanzione pecuniaria); D.Lgs. 231/2001, art. 13 (Sanzioni interdittive); D.Lgs. 231/2001, art. 19 (Confisca) · letta il 09/10/2026
Domande frequenti
Modello 231: cos'è in parole semplici?
È un insieme di regole interne, scritte e applicate, con cui la società individua le attività in cui potrebbe essere commesso un reato e stabilisce come prevenirlo. Se il Modello è idoneo ed efficacemente attuato prima del fatto, la società può evitare la responsabilità prevista dal D.Lgs. 231/2001.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 6 (Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione); D.Lgs. 231/2001, art. 7 (Soggetti sottoposti all'altrui direzione) · letta il 09/10/2026
MOG 231: cosa significa la sigla?
MOG sta per «modello di organizzazione e di gestione», l'espressione usata dall'art. 6 del D.Lgs. 231/2001. Si trova anche MOGC, con «controllo», perché l'art. 7 parla di modello di organizzazione, gestione e controllo.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 6 (Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione); D.Lgs. 231/2001, art. 7 (Soggetti sottoposti all'altrui direzione) · letta il 09/10/2026
Legge 231 del 2001: cosa prevede in sintesi?
Prevede che un ente risponda con sanzioni proprie dei reati elencati dal decreto, commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da chi lo dirige o da chi lavora sotto la sua direzione. Le sanzioni sono pecuniarie, interdittive, la confisca e la pubblicazione della sentenza. Il Modello è lo strumento che può escludere questa responsabilità.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 5 (Responsabilità dell'ente); D.Lgs. 231/2001, art. 9 (Sanzioni amministrative) · letta il 09/10/2026
Il Modello 231 a cosa serve se nessuno commette reati?
Serve a organizzare i controlli prima che un fatto accada: la legge valuta il Modello adottato prima della commissione del reato. Un Modello scritto dopo il fatto può contare solo per ridurre le sanzioni, nei casi previsti dagli artt. 12 e 17.
Fonte: D.Lgs. 231/2001, art. 6 (Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione); D.Lgs. 231/2001, art. 12 (Casi di riduzione della sanzione pecuniaria); D.Lgs. 231/2001, art. 17 (Riparazione delle conseguenze del reato) · letta il 09/10/2026
Come lo fa ZEI 231
In ZEI 231 il Modello vive in un registro, non in un file. Il registro tiene, per ogni società del gruppo, i processi, le attività sensibili, i reati presupposto collegati e i protocolli che li presidiano, con la valutazione del rischio. Dal tuo assistente AI, tramite il connettore, crei la scheda della società e fai la prima valutazione dei rischi del processo Amministrazione; il consulente partner CO.DE completa il Modello.
Per collegare ZEI 231 a Claude o a ChatGPT segui la guida al connettore. Per sapere che cos'è il registro e chi c'è dietro il metodo, vedi la pagina principale di ZEI 231.